Impianto a biometano a Latina Scalo: un progetto inutile e dannoso?

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Mentre l’Amministrazione comunale cerca di convincere i cittadini della bontà della centrale a biometano che si vorrebbe realizzare nella zona industriale a nord della cittadina di Latina Scalo, fanno riflettere le vicende abbastanza recenti delle centrali a biometano di Cerveteri (località Sasso – Pian della Carlotta), e Villa Latina (Frosinone); la prima realizzata e poi abbandonata e l’altra bloccata sul nascere.

Entrambe le azioni di contrasto maggiori a questi progetti sono state portate avanti dai cittadini che si sono consorziati in comitati ed hanno chiesto supporto, tra l’altro, al Dott. Stefano Montanari, come nel caso di Cerveteri, per il quale, il consulente scientifico, direttore del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, ha realizzato, su commissione dei cittadini, che si sono autofinanziati, una valutazione ecologica dell’impianto biogas da derrate agricole che l’Amministrazione comunale aveva già autorizzato e che era stato poi costruito. Ben ventisei pagine di relazione dalle quali emergono importanti considerazioni relative all’impatto su uomini, animali, coltivazioni, falde acquifere nelle zone adiacenti agli impianti, che sarebbero interessate dalla conseguente inalazione o deposito delle nanopaticelle sviluppate dalla combustione del bio gas e liberate in aria, ma che potrebbero riguardare, per effetto del particolato secondario (generato dalla combinazione dei gas derivanti dalla combustione delle biomasse con i gas naturalmente presenti nell’atmosfera), zone anche molto lontane dalla centrale. Senza parlare dei residui liquidi prodotti dalla digestine delle derrate agricole e FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), utilizzate per produrre il bio gas, che dovranno essere raccolte in vasche e che vengono poi talvolta utilizzati come fertilizzante e irrorati sui terreni coltivati, probabilmente gli stessi che forniscono la biomassa, generando, a loro volta, un potenza inquinante ancora maggiore. Le considerazioni riportate in questa relazione tecnica sono impressionanti a fronte di una superficiale analisi di chi ha autorizzato l’opera, basandosi su una documentazione scarna e nella quale veniva assunto sempre il principio del “minimo impatto ambientale”. Sempre nella relazione di Montanari, nella parte iniziale, é riportato quella che secondo noi é la domanda principale da porsi rispetto alla volontà della nostra Amministrazione comunale di realizzare questa opera: ma questa centrale é veramente necessaria? L’energia prodotta servirà a cambiarci la vita? A fronte di quale prezzo per la comunita? A cosa serve una centrale dalla potenza nominale 1,487 MW se l’esigenza dell’intera Nazione si attesta su circa 60 GW a fronte di un’offerta che ha superato già da un po 100 GW? Che senso ha allora? Il Sindaco della città é il primo responsabile della salute dei suoi cittadini. Noi a Latina Scalo speriamo che la salute delle nostre famiglie, dei nostri figli sia nelle mani giuste e che una zona già martoriata dalla presenza  industrie chimico-farmaceutiche non sia l’ennesimo paese italiano da abbandonare perché ci si ammala. Consigliamo a tutti, favorevoli e non, di recarsi il giorno 19 maggio prossimo alla conferenza del dott. Stefano Montanari e dalla Dott.ssa Antonietta Gatti sull’argomento “Nanoparticelle – ambiente e salute – morire di polveri” che si terrà all’Hotel Antonella, zona Pomezia dalle 15 alle 20, perché magari, prima di fare, sarebbe meglio ascoltare!

 


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