«Sulla TARI una serie di azioni complesse in favore delle categorie più svantaggiate dalla pandemia» | Comune di Latina

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L’intervento dell’Assessore a Bilancio e Tributi Gianmarco Proietti

Parlare di riduzione o aumento di un qualsiasi tributo, è una vicenda molto complessa. In questi giorni non si fa che parlare di TARI e dell’aumento scaturito nel 2021 per le utenze domestiche. Vorrei spiegare il motivo che ha portato a un lieve aumento per il 2021 dopo che, tra il 2016 e il 2018, c’era stata una diminuzione. Spiegare perché il Comune ha voluto stanziare, complessivamente, più di un milione di euro. E perché si tratta di una forma di solidarietà in un periodo così difficile.
La TARI è una tassa composta di due parti, una fissa e una variabile. Per legge il Comune può intervenire con capitali propri sulla parte variabile, e lo ha fatto stanziando 600mila euro, mentre può solo riequilibrare con la parte fissa ridividendo i costi tra le diverse categorie. In più, può istituire un fondo per esentare chi è in difficoltà. Negli anni passati questo fondo era di 180mila euro, quest’anno lo abbiamo portato a 360mila euro, raddoppiandolo.
Entriamo nello specifico. Per una famiglia di 4 persone in un appartamento di 80 mq, la TARI a Latina tra il 2016 e il 2018 è diminuita di circa il 3%. Durante il lockdown il Consiglio comunale ha approvato una delibera, la numero 49 del 22/09/2020, con cui si è ridotto del 25% la TARI ad una gran parte delle utenze non domestiche, cioè a tutte le aziende chiuse e parzialmente chiuse dai decreti Covid. Una operazione decisamente complessa di 600mila euro, con cui abbiamo scontato la parte variabile, e una variazione di alcuni codici per il calcolo della TARI, per ridurre la parte fissa. La variazione di questi parametri ha comportato l’aumento, comunque sostenibile, alle utenze domestiche: il tutto è stato ampiamente documentato non solo dalla circolare ARERA citata nella delibera, ma anche dal sostanziale principio che del “chi inquina paga”, e cioè le utenze che sono state per decreto chiuse, hanno pagato di meno, il 25%, mentre le utenze che hanno prodotto più rifiuti, il 7% in più.
Considerando questo processo, la stessa delibera ha raddoppiato il fondo per le esenzioni (oggi e fino al 30 aprile è aperto il bando per presentare domanda tramite i CAF), portandolo da 180mila a 360mila euro: proprio in virtù dell’aumento, è stato considerato che chiunque con almeno 4 figli e un reddito inferiore o uguale a 20mila euro (ISEE) o con un reddito uguale o inferiore 8.265 euro potesse accedere alle esenzioni e non rimanerne escluso.
Le associazioni del terzo settore e del volontariato potranno anche esse accedere alle esenzioni avendo postato in bilancio 50mila euro per esonerarle dalla TARI.
Azioni complesse, volte ad andare incontro alle categorie più svantaggiate dalla pandemia, che non possono essere semplificate con una estrapolazione che rischia di banalizzare il lavoro enorme fatto proprio dal Comune di Latina. Lo voglio ribadire: riduzione del 25% a tutte le utenze non domestiche chiuse e parzialmente chiuse durante l’anno del lockdown; 360mila euro per esentare le famiglie più in difficoltà; 50mila per le associazioni di volontariato e … [continua a leggere ..]

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Articolo apparso sul sito web del Comune di Latina. Questo é solo un trailer dell’articolo originale. Tutti i diritti dell’articolo sono riservati al produttore.